MI SONO DISCONNESSA

Ho eliminato i miei profili social, e avrei dovuto farlo prima.

Questo è il pensiero che ha accompagnato le mie giornate da quando ho deciso di chiudere il mio profilo Instagram, Facebook e TikTok.
Sembra una decisione estremamente reverenziale, un cambiamento radicale, a life changing moment. Beh, se sei abituato da circa 15 anni a essere sempre connesso e piuttosto presente nelle varie piattaforme... lo è.

Diciamo che Facebook era da molti anni che non lo utilizzavo più, giusto qualche recap dei miei viaggi e qualche like di risposta agli adesivi dei parenti che commentavano sotto. Capirai.

La vera tossicità l'ho riscontrata negli altri due social network, è stata una consapevolezza che ha preso piede nel lungo periodo, ma meglio tardi che mai.

Invidio molto chi riesce a usare questi strumenti con leggerezza, ma ho dovuto accettare il fatto che io di leggero non ho proprio nulla (all'alba dei miei 33 anni forse è il caso di dirlo ad alta voce) e che alcuni stimoli esterni per me sono deleteri.

TikTok non è mai stato il mio forte, non ho mai avuto pazienza di montare i video da manuale, seguire i trend... ma in questo caso la tossicità stava nel vedere costantemente contenuti che mi scuotevano molto: ragazze magrissime che raccontano la loro daily routine alimentare composta da kcal al limite del possibile o al contrario ostentando diete con quantitativi esagerati ma con corpi magri e perfetti.

E io invece di guardarmi oggettivamente allo specchio, cosa che a causa del mio disturbo alimentare latente non riesco a fare da ormai troppi anni, cercavo di vedermi attraverso loro, paragonandomi costantemente a contenuti che non so neppure se rispecchiano la realtà.
Però la mia, di realtà, la alterano non di poco se ci entro a contatto.

Sono debole? Sono fragile? Probabilmente sì.
Non me ne vergogno, ma mi devo tutelare in qualche modo.
Si parla spesso dell'ansia che causano i social network, e io la voglio confermare su tutta la linea.

Instagram è sempre stata la vera trappola, sia mentale che fisica.
L'ho sempre usato molto, postavo di viaggi, di sport, di musica... di tutto.
Lo usavo per esprimere anche le mie emozioni e per essere al corrente delle vite degli altri, vedere cosa facevano, e ancora una volta paragonarlo a ciò che stavo facendo io, che guarda caso era sempre in un certo modo meno figo.

Anche ciò che stavo facendo volevo che fosse visto per convincere, o forse autoconvincermi, che la mia vita è molto bella, molto interessante, tra viaggi e mezze maratone e persino una maratona! Se non lo posti mica l'hai fatto davvero... 

E allora perché è crollato il palco?

Ho avuto un momento di ansia molto forte, intensa, che si è intrecciata a un down a livello di percezione fisica. 

Ho detto basta.

Basta guardare cosa fanno gli altri, cosa sono gli altri. 
La mia narrazione non rispecchiava la mia realtà, o almeno non in maniera fedele. 
E allora perchè pensare che quella degli altri sia onesta? E perchè doversene preoccupare?

E così ho tagliato tutto, per fare un favore al mio benessere mentale, permettermi di essere fragile e accettare che forse, i social non fanno per me.

Sto pensando a molte cose in questo periodo, che analizzerò più avanti.

Nel frattempo no, non ho visto cosa hai fatto lo scorso week-end, dove hai mangiato ieri sera, dove passerai le vacanze estive. E sotto un certo punto di vista, c'è molto fascino nel non farlo sapere.

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